Genova, agosto 2005

A Genova il denaro è l'argomento principale di tutti i discorsi, al punto che se dici a uno: – Lo sai che è morto il Cavalier Parodi? –, ti senti rispondere: – Avrà avuto il suo interesse.
Gilberto Govi

Vacanza organizzata in pochissimo tempo con Lord Meltdown (dopo che idee precedenti erano saltate) consultando il libro Amica Birra di Franco Re e Silvana Giordano (88-8226-185-9), trovando un paio di locali in Genova, facendo una ricerca per "Genova birra" su Google e trovando un circuito "Birra a Genova" di locali con birre di qualità.

La destinazione offriva l'opportunità di incontrare finalmente Rimmon, con il quale chattavamo da tempo, che è stato quindi contattato e tormentato all'inverosimile di domande e richieste di suggerimenti per posti da visitare.

Luoghi

I luoghi visitati, con le informazioni che ci sarebbero servite per non perderci, nonostante il navigatore :)

Esiste un sito sull'alta valle scrivia con ulteriori informazioni sulle zone visitate.

Castelli

Il castello di Montoggio
castello
castello
Montoggio
parcheggio segnalato girando a destra anzichè a sinistra nella strettoia prima del sentiero (vedi sotto).
Torriglia
all'interno del paese, parcheggiare dove possibile e seguire a piedi via Castello. Ad agosto 2005 non visitabile per lavori.
Savignone
parcheggiare in uno dei parcheggi del paese, all'inizio della strada che porta al castello; se la strada sterrata è ancora chiusa, va bene il sentiero.
della Pietra
parcheggio ben segnalato all'inizio del sentiero.

Strade panoramiche

trenino
paesaggio
Valbrevenna
seguire le indicazioni, godersi il paesaggio :)
Monte Maggio
seguire le indicazioni, godersi il paesaggio :)
Passeggiata di Nervi
Dal porticciolo, a levante (ovviamente pedonale).
Trenino Genova - Casella
La stazione a Casella è in centro al paese, a Genova in piazza Manin è collegata alle stazioni FS dagli autobus 33 e 34. Esiste un sito ufficiale del trenino.

Locali e ristoranti

Ristorante Roma
Montoggio (GE), consiglio di Rimmon; via Roma 15, arrivando da Casella c'è un parcheggio poco prima.
Castello Due
Genova – Nervi, parte del circuito "Birra a Genova"; via Oberdan 95r, in una rotonda vicino al porticciolo.
Fabbrica di Birra Busalla
Busalla (GE), parte del circuito "Birra a Genova"; poco oltre l'uscita dell'autostrada, sulla strada per Savignone.
Sottovento Pub
Genova – Nervi, parte del circuito "Birra a Genova"; via Caboto 23r, all'estremità del porticciolo, di fronte ad una piscina, senza insegna visibile.
Trattoria "Cacciatori"
S. Olcese (GE), via Oratorio 1/3, trovata per caso sul navigatore; su una strada laterale all'altezza della chiesa, sul lato opposto, visibile comunque dalla statale soprattutto proveniente da monte.
Pizzeria Le Tre Caravelle
Al Porto Antico di Genova, consiglio di Rimmon.

Diario

17 agosto

Partenza alle 8 da Varese per la parte più lunga del viaggio (treno e metropolitana), incontro Lord Meltdown in miracoloso orario alle 10; l'autostrada è libera, il navigatore funziona, la discografia dei Manowar è nello stereo, non succede nient... oops, quella era l'uscita, vabbé, vediamo un po' com'è quest'autostrada che sulla mappa risulta a forma di treccia... e uno.

Arrivati a Casella, il navigatore ci fa infognare in una stradina larga $larghezza_della_macchina + 15 cm, e non c'è verso di fargli trovare il numero civico del bed and brekfast prenotato (Villino Stella), ma almeno troviamo parcheggio (i genovesi risparmiano sulla larghezza dei posti?) e cerchiamo a piedi, senza neanche perderci troppo. È quasi la una, ripartiamo per pranzare, incrociamo un supermercato (IperCasella) e scopriamo che è chiuso da 10 minuti; proseguiamo per Montoggio, verso il ristorante Roma, ottimo suggerimento di Rimmon.

particolare del castello
panorama

Nel pomeriggio iniziamo, da Montoggio, le visite ai castelli: il navigatore non aiuta (note to self: la prossima volta farsi dare le coordinate, non solo le località suggerite), per cui seguiamo i cartelli (su fogli A4), ne perdiamo uno e ci troviamo in Valbrevenna; poco male, era tra i posti segnalati, cominciamo a seguire la strada, ricca di curve e notevolmente panoramica; dopo un certo tratto sempre più nel nulla ci sorge un sospetto: chi ha consigliato le destinazioni va in moto, e si sa che i motociclisti hanno un concetto molto peculiare di "destinazione". Un breve scambio di sms conferma le ipotesi, ci godiamo il resto della strada per se stessa, fino a tornare sulla provinciale.

Ritorniamo a Montoggio, riseguiamo i cartelli, stavolta scegliendo la strada giusta, e ci troviamo in una stradina ad imbuto, nel punto piu` stretta larga esattamente $larghezza_della_macchina - 2 cm. Dopo 20 minuti di retromarcia (non so dare indicazioni a chi fa manovra), trovato il parcheggio abbiamo potuto procedere a piedi per le rovine del castello.

castello

Vari minuti e numerose foto dopo proseguiamo per Torriglia, vediamo il castello da lontano proseguiamo in cerca di parcheggio, troviamo le indicazioni per Casa del Romano, vediamo che e` tra i posti consigliati e decidiamo di proseguire. La strada ha alcuni punti in comune con quella della Valbrevenna e si fa lunga, quindi torniamo indietro senza completarla, parcheggiamo in Torriglia e cerchiamo di raggiungere le rovine del castello, purtroppo pericolanti e non visitabili. Scattiamo una rapida foto dal vicino spiazzo, cercando di non disturbare troppo la coppia di occupanti in cerca di privacy, e decidiamo che è ora di procedere verso il primo locale del Circuito.

La scelta cade sulla cucina tradizionale ligure del Castello Due a Nervi; con il navigatore troviamo Nervi (spero ben!), troviamo più o meno il posto, troviamo un comodo parcheggio a quella che sembra solo una mezz'oretta a piedi dal locale. Attendiamo l'apertura del locale sulla passeggiata di Nervi, che per essere un lungomare è bello, soprattutto quando non c'è più troppo sole e non ancora troppe persone >:-)

paesaggio

Finalmente il locale apre e, dopo un'attimo di panico al sentir parlare di "birra chiara o scura" (l'abitudine a posti molto meno tolleranti nei confronti degli avventori inesperti e non preavvisati si fa sentire) riceviamo una prima rivelazione sotto forma dell'accostamento Orval e pesto. La Rivelazione Religiosa successiva consiste in un semifreddo alla Orval, servito con una salsa alle mele e cannella, per il quale le parole non sono sufficienti. Il d20 suggerisce invece di evitare, per ora, la birra al cioccolato da un lato attraente ma anche un po' inquietante.

Un'ulteriore giro sulla passeggiata precede il ritorno all'auto, che poteva anche essere a mezz'ora di distanza, ma una delle mezz'ore più lunghe dell'intera vacanza, in salita, senza riconoscere la strada, e pensando al parcheggio di fianco al locale, liberatosi a quanto pare poco dopo il nostro ultimo passaggio e rimasto libero tutta la sera. L'errore della mattina si rivela invece provvidenziale quando ripercorriamo l'autostrada fino a Busalla e ne troviamo l'uscita, avendo visto alla luce come schivare La Piazzola Bastarda Tra La Galleria E L'Uscita.

18 agosto

Un albero sul dirupo accanto al castello
paesaggio

Sveglia con relativa calma (al biebi ci avranno odiato, credo), dato che le previsioni indicano pioggia per il venerdì decidiamo di proseguire con i castelli e lasciare la città all'indomani. Tappa all'IperCasella (dove le birre non lager scarseggiano decisamente), quindi ci dirigiamo verso Savignone, per le prime rovine della giornata.

Memori delle esperienze precedenti, cerchiamo parcheggio e indicazioni e troviamo la strada del castello senza perderci. La strada risultava probabilmente chiusa per lavori, forse, comunque dopo l'inizio di un sentiero agevole (per delle capre), rapido e con la giusta destinazione. Queste rovine non sono ancora state "addestrate" come quelle di Montoggio, né del resto sono irraggiungibili come Torriglia, e fanno la loro bella scena.

martello pneumatico arrugginito sul sentiero

Durante la discesa notiamo un martello pneumatico che sembra quasi risalire all'epoca della distruzione del castello più che della sistemazione della strada, e ci chiediamo se i lavori siano davvero in corso, o se siano stati abbandonati da tempo.

Tappa successiva Crocefieschi, chiediamo dove siano le rovine del castello e ci rispondono Savignone o Vobbia, boh, o ho fatto confusione io, oppure le rovine sono talmente rovinose che nessuno degli abitanti si ricorda che ci siano, poco male, siamo comunque sulla strada giusta.

Arriviamo a Vobbia, chiediamo informazioni, ci rispondono che il castello è quasi sicuramente chiuso, ma di provare a vedere al bar; ci avviciniamo abbastanza da vedere una macelleria chiusa con un interessante cartello pubblicizzante salame di cinghiale e prima di essere troppo tentati dalla rapina alla salumeria :) decidiamo di andare comunque al castello e al limite vederlo da fuori. Perdiamo il parcheggio del castello, all'inizio del sentiero, proseguiamo qualche minuto e troviamo una nuova piazzola dalla quale in castello è segnalato, non si sa per quale motivo, visto che lo si vede, ma non c'è nessun sentiero né strada che vi ci porti, oltre a quella da cui arrivavamo.

diga su un torrente, con acqua molto verde
cartelli vari

Già che abbiamo parcheggiato torniamo indietro a piedi, su una bella strada accanto a quello che suppongo sia il torrente Vobbia, fino ad arrivare ad un prefabbricato in legno con indicazioni come "Osteria del Castello della Pietra" e "12-09-04 ultima domenica di apertura", poco promettenti per l'apertura del castello stesso. Ci fermiamo nell'area attrezzata per mangiare gli affettati presi alla mattina e prepararci moralmente ad una possibile salita inutile.

Ci era stato raccomandato di visitare il castello, ma solo se nessuno di noi fosse sofferente di vertigini, e avvicinandoci pensavamo di aver capito come mai: il castello è in una posizione strategicamente ineccepibile (infatti è stato distrutto solo da Napoleone – maledetto – e dandogli fuoco dall'interno, mi sembra di aver letto), e i parapetti accanto al sentiero hanno molte ragioni di esistere. Ci sbagliavamo, quello che davvero da problemi sono i vari piani di grate metalliche che sostituiscono i pavimenti all'interno del castello, permettendo di vedere numerose parti della muratura che altrimenti sarebbero rimaste nascoste (e qualche metro di vuoto sotto i piedi, per buona misura).

scala di metallo
castello

Non avendo problemi di vertigini, ed essendo effettivamente il castello aperto, contrariamente alle attese, possiamo procedere alla visita, decisamente degna della fatica del percorso (neanche tanta, ma allo scazzo non c'è fine). Numerose foto dopo, ci accorgiamo che inizia a piovere, e tanto per stare sul sicuro ripieghiamo prudentemente, puntando a raggiungere una strada tale da non essere trasportata a valle in caso di forte pioggia, come sembra poter fare il sentiero per il castello.

Raggiunta la macchina, avendo visitato ciò che avevamo pianificato, decidiamo di proseguire con calma lungo la bella strada, anziché tornare indietro, fino a raggiungere Isola del Cantone (beh, più o meno sapevamo che la direzione era quella, e non avendo una meta tecnicamente non eravamo persi). Il castle detector ci fa notare un cartello indicante un castello anche qui: ci fermiamo, scendiamo dalla macchina e la pioggia peggiora; aspettiamo qualche minuto sotto l'autostrada (il cui cemento armato con metallo arrugginito a vista non da una buona impressione – se non come fonte di ispirazione per qualche ambientazione postcatastrofe, che fa sempre comodo), vediamo in lontananza il castello (trasformato in abitazione privata e non particolarmente interessante) e torniamo alla macchina, prendendoci un po' di riposo in compagnia di un gentilgatto che si premura di far notare come il suo essere sovrappeso non ne precluda le doti atletiche.

gatto in posa
gatto in arrampicata

Per la sera scegliamo la Fabbrica di Birra Busalla, che sembra essere sulla strada tra noi e il biebi, non troviamo la "località Birra" sul navigatore (ovviamente), telefoniamo e scopriamo che è dopo l'uscita dell'autostrada... sulla strada che ormai avevamo fatto almeno due volte, notando un'insegna birrosa senza associarla...

La birra qui prodotta, per essere italiana, non è niente male, la braciola di maiale e la degustazione di formaggi neanche, peccato che la birra stagionale di questo periodo fosse inquietantemente alle rose, e prudenza ha voluto che ci astenessimo dall'assaggiarla. :)

19 agosto

Sveglia sempre con calma, la giornata di oggi viene dedicata a Genova, anche per sfruttare il previsto maltempo. Le previsioni si dimostrano nettamente sbagliate e il sole in un cielo privo di nuvole accompagnerà la peggiore tra le giornate di questa vacanza (fino al tramonto)

panorama

Per raggiungere Genova optiamo, come consigliato, per il trenino storico Genova - Casella, la cui stazione raggiungiamo senza problemi a piedi; per quanto le carrozze sembrino più vecchie che antiche, almeno per i miei occhi abituati al nostro "treno storico" (ferrovie nord, materiale del 1929, se non ricordo male, visibile anche in orari tipicamente turistici e non pendolari, come le 6:40 delle mattine infrasettimanali), il pecorso è ben panoramico, alcune stazioni e materiale rotabile in esse presente farebbero venir voglia di scendere e fare qualche foto (ma si dovrebbe dedicare un'intera giornata al solo trenino, e non è il caso) e il viaggio è piacevole (note to self: evitare il trenino d'inverno; è riscaldato con degli Scaldini Malvagi sotto i sedili). Sul treno sentiamo dire che ci si aspettano problemi in città per motivi calcistici (sentenza di un tribunale sul Genoa), soprattutto verso sera; mettiamo in conto di non tornare troppo tardi.

asino con strumento a corde

Arrivati in Genova iniziano i problemi: cominciamo a perderci alla prima curva (il palmare con le mappe ma senza navigatore potrebbe aiutare, se il senso dell'orientamento non scarseggiasse di suo...), poi, una volta trovata la strada, incontriamo tutta una serie di panetterie chiuse per ferie, e non riusciamo a pranzare con la focaccia sulla quale contavamo.

Vaghiamo un po' per il centro storico, riuscendo più o meno a vedere comunque qualcosa di interessante (Porta Soprana, le parti più antiche della cattedrale di s. Lorenzo, S. Pietro in Banchi costruita sopra delle botteghe per risparmiare sullo spazio non produttivo >:-) un po' della zona del porto antico, eccetera). Stanchi e avendo mangiato poco e male, cerchiamo di prendere un autobus per tornare alla stazione del trenino, scoprendo che i biglietti vengono venduti tendenzialmente dai tabaccai chiusi per ferie (alla fine ne troviamo uno, dopo aver percorso più di metà della strada); ancora qualche foto al e dal trenino, e torniamo a Casella.

materiale ferroviario

Riprendiamo la macchina e decidiamo di seguire il richiamo del Sapiente connubio tra carni selezionatissime e Birre dell'O' Connor; rischiamo di sbagliare destinazione puntando il navigatore su una via dal lato opposto di Genova, ci salviamo solo per una telefonata a casa ed una consultazione per interposta persona di virgilio mappe (la via giusta è una traversa di Corso Europa); arriviamo sul posto, lo troviamo senza problemi, troviamo parcheggio vicino... e il locale è chiuso per ferie fino alla fine del mese. Nel frattempo in compenso abbiamo incontrato il primo (e ultimo) metallaro in abbigliamento riconoscibile (maglietta dei Manowar) dell'intera vacanza; avremo anche visitato posti non tipicamente Metal (Nervi) o non tipicamente dove si incontrano persone (castelli), ma non è comunque bello.

gatto in posa

Decidiamo di andare al Sottovento Pub, consigliato da Rimmon e in zona già nota dalla prima sera; parcheggiamo (questa volta più vicino), raggiungiamo il porticciolo, lo facciamo passare tutto e non troviamo nessun posto con quel nome, ma solo un locale senza insegna. Cerchiamo di perderci nelle stradine attorno alla ricerca del pub, fino a quanto il sole non tramonta, assieme alla sfortuna (diciamo) della giornata, e non riceviamo una chiamata provvidenziale da parte di Rimmon, che ci assicura di aver chiamato per mettersi d'accordo per l'indomani, ma secondo me ha sentito fischiare le orecchie.

Ci dice di raggiungere il porticciolo – c'eravamo, di cercare la piscina – il porticciolo l'avevamo girato tutto, ma non l'avevamo proprio vista; ci dice di proseguire a ponente – resisto alla tentazione di chiedergli quale sia ponente (sarei stata poi sputtannata come quella che capisce solo "monte" e "valle" da uno che non può che dare indicazioni come "nebbia" e "più nebbia" :) ); ci sorge un dubbio e chiediamo se per caso sia quello senza insegna – ci viene garantito che l'insegna, magari è piccola, ma c'è; preseguiamo fino alla piscina, e l'unico locale è proprio quello senza insegna, ed è quello giusto.

Il panino al prosciutto di cervo accompagnato da Leffe e Hoegaarden alla spina alza il livello della giornata, così come il vento riporta un clima piacevole dopo il caldo. Alla fine, però decidiamo, già che siamo a Nervi, di non resistere una seconda volta alla Tentazione, e di tornare al Castello Due per il dolce (l'ormai noto e sublime semifreddo), accompagnato questa volta dalla birra al cioccolato. Generalmente non amo le stout, ma la Young's Double Chocolate Stout rientra a pieno diritto tra le eccezioni, da cercare anche da queste parti.

20 agosto

Finalmente arriva la pioggia, con un forte temporale nel corso della mattinata, che decidiamo di ignorare rimanendo a dormire; quando poi ci svegliamo decidiamo di prenderci la giornata con calma, evitando una gita a piedi sui forti genovesi (come ipotizzato) per non rischiare con il clima.

Cerchiamo di provare il secondo ristorante consigliato da Rimmon, il Bado a Crocetta d'Orero, ma non riusciamo a trovare la destinazione sul palmare (lo vedremo poi passando nel pomeriggio, troppo tardi), il Roma a Montoggio ha un matrimonio, quindi decidiamo di fidarci del palmare e scegliamo uno dei PDI-ristorante più vicini, confidando sul nome: la trattoria Cacciatori a s. Olcese.

La scelta si rivela azzeccata: non è vicinissimo (motivo per cui non ci era stato consigliato), ma qualità e quantità dei loro piatti (salame di s.Olcese, una pasta di cui non ricordo il nome :( al pesto (quando ha le patate ma non i fagiolini si dice accomodato o no? boh), cima genovese e dolce) sono più che degni.

panorama

Nel pomeriggio vaghiamo un po' senza meta, passando un paio di volte da monte maggio, consigliato sempre per la strada e il panorama (rifacciamo quei tornanti, sono belli è un espressione che fa pensare che la motociclisticità sia pericolosamente contagiosa, anche solo via telefono e icq – non mi lamento di sicuro e vado avanti a cercare di fare foto al panorama). Non avendo una meta, riusciamo finalmente a passare una giornata senza essere mai tecnicamente persi :)

Alla sera incontriamo finalmente Rimmon e DolceMetà(TM), che si offrono gentilmente di accompagnarci nel locale del circuito dove è più difficile arrivare, l'Irish Pub: purtroppo lo si trova chiuso per ferie. Nessun problema, erano ben organizzati con un posto di scorta, a Genova... chiuso anche quello. Una terza proposta, di un ristorante dove si può mangiare quello che tua madre potrebbe fare ma loro non hanno una madre genovese, quindi va bene... chiuso anche questo. Il quarto tentativo, invece, una pizzeria vicino ad uno degli spacciatori di libri di fiducia di Rimmon, dove incredibilmente servono anche delle birre belghe (ma cos'è Genova, il paradiso?), pone fine alle peregrinazioni.

Dopo la cena (offertaci da Rimmon – che non sia un vero genovese >:-) ) veniamo accompagnati a vedere il molo vecchio e dintorni, concludendo piacevolmente la serata, e senza neanche essere gettati in mare per tutte le richieste di aiuto smsate nel corso di questi giorni.

21 agosto

I telegiornali minacciano Grandi E Catastrofiche Code Per Il ControEsodo, per cui rinunciamo ad ulteriori visite, ci alziamo di buon'ora (per i nostri standard), facciamo finalmente conoscenza con i giovani padroni di casa del Biebi` (un tigrato grigio ed un piccolo nero trovato da poco ed ancora intendo ad accumulare fatica da smaltire poi in una vita di sonnellini :) ) e partiamo.

Troviamo effettivamente l'autostrada poco meno libera dell'andata, così come – miracolosamente – la tangenziale di Milano; torniamo senza problemi.

Disclaimer: il termine "biebi" è copyright by Rimmon, e qui usato biecamente senza autorizzazione alcuna.

Last update: 2006-01-03 12:09 +0100

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